Τρίτη 24 Φεβρουαρίου 2009

PITAGORA - PITAGORISMO - OMACOEION

ELEFTHERIOS DIAMANTARAS

Ricercatore - Medditatore

di Storia e di filosofia


ΠΥΘΑΓΟΡΑΣ - ΠΥΘΑΓΟΡΙΣΜΟΣ - ΟΜΑΚΟΕΙΟΝ

PITAGORA - PITAGORISMO - OMAKOEION

Presentazione di Blasco Mucci, direttore responsabile deIl ''Laboratorio''. Anderson il creatore del primo Statuto e dei Rituali dichiara che le nostre radici ed i principi sono basati su gli antichi Misteri, le Scuole e gli antichi filosofi greci come Pitagora, Socrate, Platone, Aristotele e gli Ionici. Il nostro carissimo colaboratore greco riassume, a grandi linee, le lezioni che ricevevano gli Akousmatikoi. gli ascoltatori (nella scuola di Pitagora le persone accolte per un periodo di prova). Il Maestro parlava loro per enigmi - Αινίγματα:


È un crimine tirare i sassi contro le fontane. La fontana dà generosamente la sua acqua chiara a tutti, senza discriminazioni o interesse. L'iniziato deve fare lo stesso. Non bisogna mostrarsi ingrati verso coloro che illuminano il popolo, che servono i loro simili con i consigli della loro saggezza; rispettiamo dunque i nostri maestri perché sono i nostri benefattori.

Non mangiare con la sinistra. La sinistra, per gli antichi, era la mano del’'imperfezione, dei profitto disonesto. Non accettiamo dunque nulla che provenga da una fonte impura.

Non attizzare il fuoco con la spada. Non eccitiamo un essere in collera, ma piuttosto calmiamolo con parole dolci o con. soave armonia. La collera è una malattia che l'armonia può guarire, ristabilendo l’ordine turbato.

Non portare l'immagine di un Dio su un anello. Bisogna saper tacere e non parlare a tutti gli argomenti elevati. Non gettiamo ai porci le perle dell'iniziazione.

Semina la malva senza mangiarla. Sii dolce con gli altri ma non con te stesso.

Non spezzare il pane. Non essere avaro. Gli antichi dividevano il pane in quattro parti, con una croce intagliata al centro. Diamo agli sfortunati con larghezza e non con parsimonia.

Allontana da te la spada affilata. Evita i violenti, i collerici, i maldicenti.

Onora la toga, lo scanno, il Ternario. Rispetta la gerarchia, l'autorità legittima, l'armoniosa organizzazione del mondo.

Infine, segnaliamo che gli universalmente noti Versi Aurei si aprono con l'invito a riconoscere la gerarchia che domina il mondo e alla quale il Fratello massone deve rendere il giusto omaggio. Prima d'ogni altra cosa, rendi agli Dèi immortali il culto consacrato; rispetta Colui che protegge i giuramenti e gli eroi pieni di nobiltà. Onora infine gli spiriti sotterranei offri loro i sacrifici tradizionali.

Pitagora – Omakoeion – Pitagorismo:
Πυθαγόρας - Ομακοείον - Πυθαγορισμός

Quando Pitagora arrivò a Crotone, con le sue parole provocò tale impressione, che la gente veniva da tutti i paesi vicini per ascoltarlo. Si afferma che il suo primo discorso pubblico sia stato frequentato da oltre 2000 persone. Affascinati dalle sue parole, i primi ascoltatori avevano deciso di non tornare alle loro terre d’origine, ma di restare con le loro donne ed i figli, vicino a lui. Costruirono una grande casa che l’avevano chiamata Omakoeion, (che significa in greco: vedere e udire solamente, in altre parole tacere), in modo che tutta la squadra potesse seguire l’insegnamento in assoluto silenzio. Avendo accettato alcune disposizioni legislative ed ordini di Pitagora come divine ipoteche, restavano con concordia e si comportavano con armonia con tutti gli studenti e epeffimumeni macarizomeni – επευφημούμενοι μακαριζόμενοι approvati dai luoghi circostanti. La proprietà e l’uso di questa casa era comune per tutti, (tra gli amici tutto è comune – κοινά τά των φίλων– ) e consideravano Pitagora un dio.

L’organizzazione della fratellanza pitagorica
Η οργάνωση της πυθαγορείου αδελφότητας

All’interno della comunità Pitagorica d’Omakoeion, tra gli altri insegnamenti Pitagora preparava la perfezione delle anime degli allievi, con l’assistenza della musica suonando la Lira e salmeggiando versi Orfici, Omerici, Issiodici e proprie composizioni per uso terapeutico per alcune malattie, per purificare l’anima, tranquillizzare la mente e guarire il corpo. A tutti i nuovi che arrivavano a lui per partecipare alle lezioni, presentava il primo rigoroso test. Chiedeva di sapere come si comportavano con i genitori, i parenti e con le loro compagnie. In più quali erano i propri desideri ed il comportamento tra gli amici, come passavano tutta la giornata, che cosa provocava loro gioia e la tristezza. Esaminava le risate, il silenzio, le loro discussioni, il corpo, come camminavano la fisionomia. Da queste esterne osservazioni naturali lui era in grado di capire le invisibili caratteristiche delle loro anime. Tra quelli che si presentavano all’Omakoeion per essere ammessi, selezionava i più capaci di eseguire la didascalia. Cominciavano le lezioni isolate per tre anni, per provare la loro serietà e lo zelo per la conoscenza, ed in più di essere ben preparato, ogni studente, e di non stimare gli inutili onori. Nessun allievo aveva la possibilità di vederlo e parlare con lui .Potevano solamente udirlo, e questo per determinare la consistenza del reale desiderio d’imparare – filomatheia – φιλομάθεια anche per preparare adeguatamente i nuovi studenti di non chiedere le vane ed inutili onoranze.

Dopo seguiva lo stadio del tacere che durava cinque anni, per allinearsi con le prove della continenza, in pratica del controllo della lingua e della mente. Nello stesso tempo, dovevano astenersi da ogni cibo empsyco – έμψυχο carni e persino alcuni altri alimenti d’origine bestiale, che evitavano la purificazione dell’anima e la purezza del pensiero. Dietro il sipario sentivano Pitagora, ma non lo vedevano e per parecchio tempo partecipavano alle lezioni ascoltando solamente. Durante questo periodo di prove, tutto quello che avevano era comune e l’amministrazione la tenevano i compagni che avevano dimostrato di esserne capaci. Durante l’intera durata del periodo delle prove, imparavano ad astenersi dal vino, dal mangiare e a dormire poco e leggermente e a rifiutare la fama e la ricchezza umana ed altre cose simili. Imparavano ad avere rispetto per i più grandi, mentre con quelli che avevano la stessa età – synomilikous – συνομήλικους a stare insieme nello stesso modo abbandonando l’orgoglio. Per rafforzare i caratteri dei giovani li favoriva nell’occuparsi con progetti superiori ed etici senza invidia, e incitava i più giovani di comportarsi amichevolmente tra loro e pure con gli animali in una maniera equa e naturale. Quelli che erano considerati idonei a prendere e condividere le teorie di Pitagora, erano valorizzati per la vita che seguivano e per il loro comportamento. Dopo cinque anni di silenzio, diventavano interni – esoterici - esoterikoi – εσωτερικοί ed erano nominati compagni. Dopo di questo i compagni potevano vedere ed essere direttamente istruiti da Pitagora, di mangiare e dormire poco, di non stimare gli onori umani e la ricchezza. Imparavano ad avere puro rispetto verso i più anziani e convivere con gli altri studenti in un modo semplice, chiaro e puro, e guidare i neofiti con la virtù e con l’etica.

Gli akousmatikoi ακροαματικοί (ascoltatori, gli ascoltatori) nella scuola di Pitagora le persone accolte per un periodo di prova quando erano negati in questo periodo di tempo, ritiravano la loro proprietà al doppio del valore da quello che avevano depositato ed andavano via da Omakoeion. Inoltre come fossero morti, alzavano – ypsonan – ύψωναν una tomba chiamata “gli Omakooi” e quando gli incontravano più tardi, erano trattati come fossero morti, e proclamavano la famosa parola apethanan – sono morti – απέθαναν. Perché avevano abbandonato le lezioni perdendo la didascalia per il cui tramite potevano diventare migliori, onesti e più etici. Disorganizzati, incompleti e sterili erano considerati quelli che presentavano difficoltà nell’apprendimento. Allo stesso modo, era considerato morto pure chiunque trasmetteva la Conoscenza – Γνώση pitagorica – ai profani che non erano iniziati ed istruiti. Era obbligatorio eseguire diversi corsi per conseguire un bagaglio adeguato di conoscenze teoriche e pratiche e per lungo tempo per poter capire la pratica della purificazione – katharseos – καθάρσεως της ψυχής dell’anima.

Pitagora insegnava che non era logico e giusto di offrire a chiunque la conoscenza, pure a quelli che per caso la avevano trovata, e tutto quello che con tanto studio e sforzo nel lungo tempo, avevano potuto acquisire gli studenti. La stessa cosa succedeva pure nei misteri delle Divinità Eleusine,Ελευσίνιες Θεότητες svelare il segreto ai profani comportava la punizione della pena di morte. Si richiedeva parecchio tempo per respingere la sporcizia morale che si trovava all’interno delle anime ignoranti, e molto tempo per accettare e capire la didascalia del Maestro. Pitagora credeva che con il fuoco, con il ferro ed a qualsiasi altro metodo fosse stato necessario, per pulire da ogni persona le profonde radici ed innaturali desideri, le passioni e le cattive abitudini – exeis - έξεις, poi l’anima sarebbe liberata da tutte le cattiverie. Dopo di questo e con la giusta pedagogia potevano essere piantate cose utili. La coltivazione dell’anima era stata quindi necessaria molto prima di accettare le ragioni della filosofia.

Pitagora separava – echorize –εχώριζε gli studenti secondo l’interno valore di ciascuno. Poiché gli studenti non avevano lo stesso livello scolastico, didattico e la stessa natura, non era giusto ed equo partecipare alle stesse lezioni – akroamata – ακροάματα quindi diffondeva e comunicava la conoscenza differentemente ai suoi allievi secondo il grado d’adattamento di ognuno, ed offriva a tutti l’assistenza – evergesia – εχώριζε quando possibile, tenendo però l’analogia di giustizia nella didattica. Alcuni li chiamava Pythagoreious – Πυθαγορείους – ed altri Pythagoristes – Πυθαγοριστές – (qui Giamblico confronta con le denominazioni attico e attikist Αττικός και Αττικιστής ). Ed una parte di questi gli nominava – anekyrixe – ανεκήρυξε “veri” e gli altri “zelati”-ζηλώτές dei primi. Per impostare la proprietà tra i pitagorici aveva fissato d’essere tutti in comune e convivere insieme per tutta la durata dell’apprendistato.

Una distinzione quindi due tipi di studenti al Omakoeion
Ένας διαχωρισμός ήτοι δύο τύποι μαθητών στο Ομακοείον

1) Gli studenti, chiamati ascoltatori anche synontes – συνόντες – akousmatik-ακουσματικοίi, questi erano esterni o i di “fuori” e non erano considerati autentici Pytagorici. I matematici dichiarano che le teorie di questi non provenivano da Pitagora ma dall’Ippasso di Krotone o dal Metapontio. Raccontavano che la filosofia di loro erano parole senza prove e spiegazioni, ma mandati, “che si deve fare cosi”. Perseguivano di mantenere come dogma divino, quelli che insegnava Pitagora e saggio calcolavano quello che manteneva e praticava di più la filosofia pitagorica. La maggior parte degli ordini filosofici pitagorici che ci sono salvati sino ai nostri giorni, provengono in realtà dalla didascalia degli akousmatikoi.

2) Compagni, erano pure nominati famigliari, diffusori e matematici. Questi erano stati gli “interni” gli autentici pitagorici distinti come politici, economici e giuridici. Ogni sera avevano come preghiera l’autognosia, -il famoso termine Delfico - Δελφικό: “Conosci tè stesso”, Gnothi s’ afton – Γνώθι σ’ αυτον’. In altre parole si presentavano e si esaminavano loro stessi con la trilogia: Che cosa ho trasgredito? Cosa ho detto? Cosa dovevo fare e non ho fatto? Studiavano – Entryfousan – εντρυφούσαν tutte le scienze, la filosofia era nota, ma la matematica, la geometria e specialmente con la geometria celeste era più nota e più esaminata. La loro intera ed interna filosofia non è stata salvata tutta, ma da quello che noi sappiamo siamo sicuri, che conteneva uno studio molto ampio e profondo per molte scienze e specialmente la matematica, la geometria, la filosofia e la medicina.


Eleftherios Diamantaras